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Censimento della Biodiversità delle altre peschiere del SIC
Nel febbraio del 2010, grazie all’impegno di Giovanni Soldato e Nestor Vinals, abbiamo iniziato ad occuparci anche degli altri stagni presenti nel SIC ma non direttamente gestiti o tutelati dall’Associazione. 
La peschiera della Cascina
Cantarana di Poirino.Il lavoro di ricerca intrapreso, ha lo scopo di conoscere e valutare in modo dettagliato la biodiversità dei numerosi stagni all’interno del SIC, per comprendere le potenziali connessioni fra essi e quindi creare una rete ecologica che valorizzi al meglio gli effetti finora ottenuti dagli interventi di rinaturalizzazione condotti dall’Associazione nelle aree umide sotto la nostra effettiva gestione. Uno dei principali obiettivi di questo studio è valutare accuratamente la potenziale idoneità di altri stagni alla presenza del pelobate fosco e degli altri anfibi più minacciati e come ad esempio il tritone crestato e il tritone punteggiato. Nel corso dei sopralluoghi agli stagni verranno inoltre raccolte informazioni sulla flora (nello specifico sulle piante acquatiche) sulle farfalle diurne (Lepidotteri ropaloceri) e sulle libellule (Odonati): queste ultime sono ormai riconosciute come ottime indicatrici delle condizioni ambientali delle zone umide e la loro presenza riveste quindi una particolare importanza. Tutti questi dati saranno incrociati con i rilevamenti di alcuni parametri fisici della qualità delle acque, come il pH, la temperatura, la quantità di ossigeno e la concentrazione di ioni disciolti. 
La peschiera di fronte alla borgata
degli Avatanei.Confrontando parametri fisici e specie presenti si potranno identificare le condizioni ambientali più idonee al sostentamento di una ricca comunità faunistica e floristica e quindi di un’elevata biodiversità. Infine, sarà effettuato un censimento all’interno di tutta l’area SIC delle specie di uccelli più sensibili alle variazioni dell’ambiente agricolo, come ad esempio l’averla piccola, lo strillozzo, il saltimpalo, il gheppio e il lodolaio. Alcune di queste specie hanno già dimostrato di aver apprezzato e saputo sfruttare al meglio i recuperi ambientali effettuati dall’Associazione nelle aree umide negli ultimi anni. I risultati saranno disponibili dopo l’elaborazione dei dati raccolti nella stagione estiva e saranno consultabili a partire dal prossimo inverno. L’obiettivo finale è infatti ambizioso: realizzare un inventario quanto più completo possibile di tutta la biodiversità presente nel SIC “Stagni di Poirino-Favari”, un’area protetta che, sfidando l’elevata antropizzazione e il degrado delle campagne circostanti, sta andando oltre al suo scopo originario – la protezione del pelobate fosco – e si sta rivelando fondamentale per numerosi altri gruppi di animali e piante.
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